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Per il secondo anno consecutivo ho seguito il Giro d’Italia on sight dalla prima all’ultima tappa. Lavorando nel mese di maggio in supporto all’ufficio stampa di Banca Mediolanum, sponsor della maglia azzurra, mi sono goduta dal vivo la corsa rosa e il suo dominatore di questa edizione.

Tadej Pogacar, che oltre alla classifica generale si è laureato miglior scalatore, ha regalato spettacolo su e giù dalla bici al debutto nella corsa a tappe più dura del mondo nel paese più bello del mondo. Tra le immagini più belle delle scorse tre settimane mi viene in mente quando sul Monte Pana lo sloveno ha regalato i suoi occhiali e la sua maglia a Giulio Pellizzari, il corridore più giovane in gruppo di cui è l’idolo, e quando ha donato la propria borraccia e scambiato un cinque con piccoli tifosi a bordo strada in piena azione durante la tappa che prevedeva la doppia ascesa al Monte Grappa.

Oltre a questi momenti memorabili che hanno scaldato il cuore di tutti gli appassionati, del mio secondo Giro con Banca Mediolanum mi resta qualche chilo in più (ad ogni tappa era quasi obbligatorio provare le specialità tipiche di ogni località e, da buona forchetta quale sono, non mi sono mai tirata indietro al mio “dovere” di inviata sul campo) e, soprattutto, qualche amico in più.

Dopo 6.000 km macinati in auto e innumerevoli interviste il mio grazie va ai miei compagni di viaggio, dai campioni e testimonial Alessandro Ballan, Paolo Bettini, Maurizio Fondriest, Francesco Moser, Gianni Motta e Dalia Muccioli, ai vecchi e nuovi colleghi incontrati lungo la strada, e a tutto lo staff impegnato tra partenze, arrivi, pedalate, carovana, villaggio, hospitality, party e chi più ne ha più ne metta.

Con già un po’ di nostalgiro nell’aria, conto i giorni che ci separano dalla prossima avventura in rosa.

G.

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