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I miei articoli più recenti

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Per i più piccoli

Nel giorno in cui l’Associazione Corridori Ciclisti Professionisti Italiani e tutti gli appassionati di sport ricordano Silvia Piccini e Michele Scarponi, ACCPI ha presentato il decalogo per la sicurezza stradale dedicato ai più piccoli che porteremo nelle scuole d’Italia.

Potete scaricarlo gratuitamente dal sito www.accpi.it. Il mio invito è di condividerlo con i vostri figli, nipoti, allievi, amici perchè dal dolore provato per ogni vittima della strada nasca un futuro migliore in cui nessuno debba più morire mentre pedala.

Ciao Michele. Ciao Silvia. Mi mancate.

giulia de maio, marco aurelio fontana

Commenterò la Coppa del Mondo

Sono felice di annunciare che quest’anno commenterò l’intera Coppa del Mondo di Mountain Bike 2022 per Red Bull TV, Dopo i test di un anno fa, per la stagione che scatterà domenica prossima da Lourdes sarò la voce del cross country olimpico insieme a Marco Aurelio Fontana.

Inutile dirvi quanto sono gasata e contenta, quanto mi sto preparando per farmi trovare pronta per la prima tappa dedicata al XC (Petropolis, 10 aprile), quanto non veda l’ora di ritrovarmi con il microfono davanti e il Prorider al fianco per raccontarvi il meglio della mtb mondiale.

Qui sotto vi riporto il programma così che non vi perdiate nessuna data. A prestissimo

Calendario della Coppa del Mondo UCI 2022

Ernesto Colnago

Buon compleanno maestro

Oggi per tuttobiciweb.it ho partecipato a una festa di compleanno speciale, quella del maestro Ernesto Colnago. Ecco il mio articolo a lui dedicato.

Professori e studenti, campioni e ministri, imprenditori e giornalisti, dottori e appassionati, tutti riconoscenti e ammirati. Giuseppe Saronni, Gianni Bugno, Gianni Motta, Fabio Capello, Beppe Marotta, Norma Gimondi, Marino Vigna, Michele Dancelli, Davide Boifava, Mauro Vegni, Stefano Allocchio, Renato Di Rocco, Giovanni Mantovani, Dino Zandegù, Alfredo Bonariva e Cordiano Dagnoni sono solo alcune delle 400 persone che oggi hanno festeggiato Ernesto Colnago all’Università Bocconi di Milano. Il maestro della bicicletta oggi ha compiuto 90 anni, portati splendidamente, ed è salito in cattedra con la sua licenza elementare e una laurea guadagnata sulle strade del mondo nell’Arena del Bocconi Sport Center.

A dare il benvenuto ai presenti il rettore Gianmario Verona che ha colto la fortunata intuizione di Marco Pastonesi: «Colnago è un grande innovatore. Tecnologia e sport per un’università di scienze sociali come la nostra sono dei capisaldi, averlo tra noi nell’anno in cui abbiamo inaugurato il nostro sport center è un privilegio che non potevamo lasciarci sfuggire».

A spiegare la particolare location per questo compleanno speciale il docente Tito Boeri, ciclista praticante: «In sala sono presenti i miei studenti di Economia del lavoro e risorse umane perchè abbiamo tanto da imparare dalla storia di Ernesto: cogliere l’attimo, come fece quando sistemò la bici di Fiorenzo Magni, che rappresentò la svolta della sua vita; fare squadra; imparare facendo e con passione, perchè se ti piace quello che fai riesci a sacrificarti molto di più. Queste sono lezioni che si imparano solo con l’esperienza. Oggi voglio ricordare gli auguri che gli fece un altro grande imprenditore, Giorgio Squinzi, che in un biglietto anni fa scrisse: “Buon compleanno Ernesto, complimenti per l’esperienza”».

Da remoto è intervenuto il ministro per l’Innovazione tecnologica e la transizione digitale Vittorio Colao, anche lui ciclista appassionato: «Sono legato ad Ernesto dalle 3 biciclette che ho e adoro, oltre che da un’ammirazione smisurata. In lui vivono due persone: l’artigiano in grado di unire il bello all’utile, ma anche il fanciullo entusiasta. Riesce a passare da una spiegazione super tecnica a un racconto eroico, sempre con gli occhi che gli si illuminano. Si cambia con pazienza e determinazione. La bici insegna a gestirti, a non mollare mai e succede spesso che il tutto accada in armonia con le persone con cui ti trovi. A me serve per staccare, pedalare è un’attività quasi fisiologica, che mi fa stare bene. “Perchè no?” dovremmo dircelo sempre, sia come individui che come società. Spesso ci limitiamo, Ernesto ci insegna a non porci freni. Auguri Ernesto, la prossima bici me la darai tu quando festeggerai i 100 anni».

Non è mancato il messaggio dell’ex presidente del Consiglio Romano Prodi di cui è nota la frase “in bicicletta si sale con i problemi, si scende con le soluzioni”: «Mi fa piacere festeggiare Ernesto per i suoi primi 90 anni. In lui c’è un artista e un artigiano, ha fatto del suo mestiere qualcosa di unico al mondo, restando fedele al suo paese, restando sempre a Cambiago. Gli auguro di continuare a vedere la sua impresa che cresce, i suoi campioni che vincono, i suoi collaboratori che gli stanno vicino».

Luca di Montezemolo scherzando ha detto che Ernesto ci ha “fregati” tutti: «Ne festeggia 80, altro che 90 (ride, ndr). Ricordo quando negli anni Ottanta si presentò da Enzo Ferrari e dalle loro intuizioni nacque il primo telaio in carbonio, la prima forcella dritta e tanto altro. Due cose avevano in comune: una grande passione e una straordinaria determinazione. Nel DNA di Ernesto c’è l’innovazione, rappresenta l’imprenditore che si è fatto da sé, vincendo tantissime gare, da Merckx a Pogacar, e ha determinato la cronologia della bicicletta. Ha affermato un nome nel mondo».

Parola quindi a Giuseppe Saronni, tra i suoi corridori quello che più si è avvicinato a un figlio, che si commuove snocciolando un aneddoto dopo l’altro: «Ernesto mi ha insegnato tantissimo, su tutto che la stretta di mano vale più di un contratto, che ogni promessa è debito, che la famiglia è sacra. La prima volta che l’ho visto avevo 17 anni, ero dilettante, il fratello Paolino mi prese le misure, dal suo ufficio e dai suoi suggerimenti rimasi incantato. Ernesto per me non è solo il costruttore di biciclette che ha reso la bici quello che è oggi ma è un papà, un amico, un consigliere».

Dopo l’augurio della sindaca di Cambiago Maria Grazia Mangiagalli, il “Cellini della bicicletta”, come lo aveva definito Gianni Brera, ha risposto alle domande del direttore di tuttoBICI Pier Augusto Stagi e del vicedirettore de La Gazzetta dello Sport e direttore di Sportweek Pier Bergonzi. Tanti i ricordi di una vita che scorrono uno dopo l’altro e riassumiamo in poche parole. Semplici ma efficaci come è Ernesto Colnago, da 90 anni a questa parte: «Non c’era miglior posto della casa del Bocconi Sport Team per celebrare la mia storia. Sono figlio di contadini e me ne vanto, oggi mi definite “magnifico” come un rettore d’università e io mi commuovo. Ho passato la vita a costruire biciclette, è l’unica cosa che so fare. La storia non si compra, si fa, con amore».

Buon compleanno Ernesto e grazie di cuore da tutto il mondo della bicicletta.

foto Carlo Monguzzi

L’Artica

Pancia piena e gamba dura, non dimenticherò questa avventura. La scritta che campeggiava ieri sullo striscione d’arrivo dell’Artica, la prima ciclostorica a cui io abbia mai partecipato, ben racchiude la fatica e bellezza di una domenica trascorsa tra bici d’epoca, clima rigido e ottima compagnia.

Domenica scorsa insieme alla Scuderia, il club di Marco Aurelio Fontana, mi sono divertita da matti, faticando altrettanto. Con il Prorider, Gabriele, Mirco, Mattia e Silvano abbiamo forato diverse volte, rotto catene, arrancato in salita, sudato, sbuffato, mangiato, bevuto, gioito come non ci accadeva ormai da anni. E non siamo stati i soli. Eravamo un migliaio ieri a Lonigo, in provincia di Vicenza. Partenza alla francese tra le 9 e le 10 del mattino, quindi in sella travestiti come i ciclisti di un tempo, in sella a vecchi ferri romantici quanto poco performanti, con troppi pochi rapporti, cambi ballerini e freni cigolanti. Un viaggio nel passato nei giorni della merla che per qualche ora ci ha fatto dimenticare della pandemia che negli ultimi anni ha fatto saltare qualunque tipo di evento, compreso questo ritornato in calendario dopo due anni di stop, e ci ha costretto spesso alla solitudine, la noia e l’apatia. È stato davvero emozionante pedalare insieme, bere un bicchiere di vino e gustare un territorio splendido e profondamente legato alle due ruote.

Con i miei compagni di squadra ho completato il percorso lungo della classica d’inverno, quasi 60 km e un dislivello superiore agli 800 mt (gli organizzatori ne dichiarano meno e fanno bene, ndr), su e giù dai Colli Berici in sella a una fantastica Coppini degli anni Settanta. Ho onorato i tre ristori che proponevano polenta calda, soppressa, vin brulè, trippe, pan mojo, baccalà, groste di formaggio, pancetta, salciccia alla griglia e chi più ne ha più ne metta, rispettando alla lettera il decalogo artico che imponeva di assumere più calorie di quelle spese.

In corsa uomini e donne di ogni età, peso e grado di allenamento. Anche ex professionisti come Angelo Furlan, in sella a una bici del 1946 che riassume in poche parole la stima per i campioni di un tempo: “Un’esperienza del genere ti permette di sentire, capire, ricordare che grandi attributi avevano questi eroi che danzavano sui pedali ad alta velocità con mezzi lontani da quelli che abbiamo a disposizione noi e sulle strade di un tempo. L’Artica ti purifica”. Sottoscriviamo e ringraziamo la ricerca per i passi avanti permessi alla tecnologia.

Tra parroci, sindaci, maghi, pin up, una menzione doverosa per i gruppi che più mi hanno strappato un sorriso: i Porchetta e freni a bacchetta con cui ho pedalato nella prima parte e i Mi sun strac a cui volevo unirmi nel finale. Stanca, infreddolita, felice e con la voglia di tornare.

foto Giuseppe Giuliano WOK per Scuderia Fontana

caro michele

Caro Michele ti scrivo

Caro Michele, ti scrivo… è quello che ho fatto insieme a 57 amici tra corridori, direttori sportivi, giornalisti, scrittori, musicisti, suiveur guidati dalla magistrale regia di Marco Pastonesi per la Fondazione Michele Scarponi. Tra i ricordi e le parole di Alessandra De Stefano, Nicola Savino, Davide Cassani, Mario Cipollini, Vincenzo Nibali, Beppe Martinelli, Marino Bartoletti, Daniele Bennati, Gianni Savio, Enzo Vicennati, Gilberto Simoni, Luca Panichi, Adriano Malori, Dario Cataldo, Pier Augusto Stagi, Giorgio e Paolo Viberti, Luis Angel Maté, e tanti altri ancora c’è anche un capitolo scritto da me.

Da pochi giorni ha visto la luce il primo libro su Michele Scarponi, che non si trova nelle librerie, ma potete ricevere iscrivendovi in qualità di partecipante ordinario per l’anno 2022 alla Fondazione che porta il suo nome e nel suo ricordo promuove la sicurezza stradale: https://www.fondazionemichelescarponi.com/iscriviti/

Ogni pagina di Caro Michele è carica di emozioni e ricordi, di sorrisi e aneddoti che immancabilmente fanno scendere qualche lacrima. È la testimonianza che Michele è ancora vivo in noi e che ha segnato la storia e la vita di molti che lo hanno conosciuto. Di sicuro è il mio caso. Avendo avuto la fortuna di conoscerlo, sento il dovere di ricordarlo e sostenere la Fondazione Michele Scarponi.

buon natale

Vi auguro il meglio

In occasione delle feste vi auguro che ciò che desideriate si esaudisca quanto prima. Spero possiate passare il Natale con i vostri cari, in salute e serenità e nel 2022 realizzare i vostri sogni o, per lo meno, avvicinarvi a loro una pedalata in più. Auguroni!

thebestofcycling

Nella giuria di The Best of Cycling

Nella lista delle mie “prime volte” ora posso inserire anche questa: sarò il giudice di un concorso fotografico. E non di uno qualunque, ma di The best of Cycling 2021, organizzato da un decano dei fotografi del ciclismo internazionale come Roberto Bettini. Per me un amico e formidabile compagno di viaggio, come il figlio Luca, ma soprattutto un grande professionista.

Insieme al fotografo Lido Andreella, all’opinionista di RaiSport Giada Borgato, al direttore marketing della Colnago Manolo Bertocchi ed al giornalista free-lance Benoit Vittek avrò un difficilissimo compito: scegliere l’immagine simbolo di questa stagione tra quelle inviate dai fotografi che seguono il ciclismo abitualmente da tutte le parti del mondo. Visto la bravura dei colleghi che con le loro fotocamere catturano i grandi campioni e le curiosità più interessanti legate al mondo delle due ruote sarà tutt’altro che una passeggiata.

Per non sbagliare mi farò guidare dall’emozione, esprimerò il mio voto per gli scatti che sapranno catturare maggiormente la mia attenzione. I vincitori delle varie categorie verranno resi noti il 19 dicembre prossimo dall’agenzia BettiniPhoto. Che vinca la foto migliore!

liceo

Una mattinata in cattedra

Che flashback tornare al liceo. Sabato scorso ho tenuto una lezione di due ore a una classe di prima e di quinta del Liceo Scientifico Enriques di Lissone, che si trova nel complesso scolastico Europa Unita di cui fa parte anche il Linguistico in cui mi sono diplomata io qualche annetto fa.

Ripercorrere la strada che per cinque anni ho affrontato in pullman ogni santo giorno, rivedere le classi e i corridoi in cui sono cresciuta con le mie compagne è stato davvero un salto nel passato, così come ritrovare un professore di cui nutrivo un bel ricordo e che continua con grande passione a insegnare ai suoi ragazzi cercando di incuriosirli in ogni modo.

Avendo saputo che ero stata inviata ai Giochi di Tokyo2020 il prof Ruggero Cesana mi ha contattato per chiedermi di raccontare ai suoi studenti del mio lavoro e del ciclismo così ho chiacchierato con loro di biciclette, campioni olimpici, sicurezza stradale e li ho invitati a inseguire i loro sogni preparandosi al meglio e coltivando i loro interessi. Spero la mia storia, nel suo piccolo, possa essere per loro di ispirazione. Con il mio intervento abbiamo sostenuto la Marina Romoli Onlus, a cui i ragazzi hanno tributato un emozionante applauso, permettendomi di tornare a casa con un bel sorriso sulle labbra e tanti ricordi nella testa.

francesco moser

Mi eravate mancati Oscar tuttoBICI

Dopo un anno di assenza, è tornata la Notte degli Oscar tuttoBICI.

È stato davvero un piacere riabbracciare i colleghi e tanti amici del mondo del ciclismo dopo il lungo periodo in cui siamo stati costretti a rimanere distanti. Ritrovarsi dal vivo per celebrare i migliori ciclisti e cicliste di tutte le categorie è stata una vera e propria boccata di ossigeno dopo le innumerevoli riunioni e interviste da remoto.

In questo breve video trovate un riassunto della serata. Godetevelo.

alessandra de stefano

Da grande voglio essere Alessandra De Stefano

Quando ero una bambina e guardavo le gare in tv ero rapita da quella donna bionda che attendeva i corridori al traguardo, li rincorreva e raccoglieva per prima le loro parole. Non importa di che nazionalità fosse il vincitore di turno, lei parlava così tante lingue ed era così decisa che nulla poteva fermarla. Sapeva sempre cosa chiedere per tirare fuori l’emozione più intensa del momento e ci riusciva sgomitando tra una marea di colleghi. Uomini, ça va sans dire.

Nei temi delle elementari già scrivevo che volevo diventare giornalista sportiva, che volevo diventare come Alessandra De Stefano, che all’epoca era inviata speciale per RaiSport alle più importanti corse ciclistiche. Crescendo non ho cambiato idea. Quando ero alle medie ho chiesto a mio padre di portarmi a vedere una tappa del Giro d’Italia per conoscerla e chiederle qualche consiglio. Ricordo quel giorno come se fosse ieri anche se sono passati quasi 20 anni: Alessandra fu così gentile da darmi retta, mi disse che qualunque liceo avessi scelto sarebbe andato bene per poi tentare di intraprendere questa professione, e mangiammo insieme un gelato.

Oggi che conosco quali sono i ritmi (folli) di un inviato, apprezzo ancora di più la sua disponibilità, e sono davvero felice che sia il nuovo direttore di RaiSport. Anzi, la prima direttrice della testata sportiva della tv di stato. Per una giovane giornalista cresciuta ammirandola all’opera, prima da uno schermo e poi dal vivo, è davvero un’ispirazione. Grazie Ale e buon lavoro.