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giulia de maio, raid in corse, cicloturismo, corsica, vacanza, bici

Raid in Corse #7

Riparata alla bella e meglio la ruota di Gabriele, ci rimettiamo in viaggio. Dopo Propriano la prossima meta è Bonifacio. I 60 km in programma dopo la faticaccia di ieri mi sembrano una passeggiata, se non fosse che oggi ad attenderci c’è un bel vento contrario. Meno male che c’è Gabri a tirare. Io stringo i denti e anche oggi mi faccio forza guardando la bellezza che mi circonda.

Bonifacio è così incantevole che troviamo la forza per salire fino alla cittadella in bici. La gente sul trenino turistico ci prende per matti e ci incita, neanche fossimo corridori veri sulle strade del Tour de France. Arriviamo in cima stanchi morti, ma il panorama che si protende sulla scogliera a picco sulle Bocche di fronte alla Sardegna ci ripaga di tutta la fatica.

Domani ci concediamo un ultimo giorno di riposo, questa volta “attivo” visto che andremo a visitare le Isole Lavezzi. La Riserva naturale delle Bocche di Bonifacio, che insieme al Parco nazionale dell’Arcipelago de La Maddalena costituisce il Parco internazionale delle Bocche di Bonifacio, è riconosciuta per lo straordinario valore naturalistico e la sua grande bellezza. Non possiamo lasciarcela scappare.

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Raid in Corse #6

Asciugato il costume, chiuse le borse, si riparte. Il menù oggi prevede 95 km da Casaglione a Propriano con oltre 1.300 metri di dislivello. La tappa regina. Prima di metterci in viaggio temevo la distanza, i pochi chilometri accumulati nelle gambe durante gli scorsi mesi pensavo mi avrebbero dato problemi, invece il vero ostacolo ci accorgiamo ben presto essere il caldo.

A circa 40 km dal traguardo di giornata ci ritroviamo nel nulla e senza acqua.Per almeno un’ora sogno una fontanella finchè appare e vedo la luce in fondo al tunnel. Dopo aver commesso l’errore di non fermarci a un baracchino a cui avremmo potuto riempire le borracce abbiamo imparato la lezione: mai saltare un possibile stop. Può sempre capitare di trovarsi tra le montagne, a 40°, senza una goccia d’acqua e dover affrontare un muro al 16% inatteso.

In tutto ciò Gabriele oggi ha anche rotto un raggio della ruota posteriore.Arrivati a Propriano, dopo esserci rifocillati, lui è andato alla ricerca di un meccanico e io a riposarmi in spiaggia. Domani saremo più fortunati.

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Raid in Corse #5

Solo 60 km in programma oggi da Porto a Casaglione, ma sufficienti per scoprire un’altra zona che non scorderemo mai: le calanche di Piana. Le rocce di granito rosso nell’elenco dei Patrimoni dell’umanità dell’UNESCO si elevano per circa 400 metri sul livello del mare direttamente sulla costa dell’isola.

La salita (che come quasi tutti i giorni troviamo in partenza) diventa dolce, quando tra gli splendidi punti panoramici che offre la D81 è presente una roccia con un buco a forma di cuore dove una foto ricordo è d’obbligo.

Una risata arrivati in cima ce la strappano sei ragazzi di Cuneo, che senza aver mai usato una bici prima d’ora stanno tentando di affrontare anche loro un bel giro a tappe. Tra loro c’è chi va più forte, chi davvero fatica, chi si pente di aver fatto tardi la sera prima a gozzovigliare in campeggio e chi registra video per far vedere alla mamma fin dove è arrivato. Le loro parole d’ordine sono improvvisazione e divertimento. Sicuramente anche la loro sarà stata una vacanza memorabile.

Arrivati a Tiuccia di Casaglione scopriamo calette quasi deserte con un mare da favola. Il posto perfetto per godersi un secondo giorno di riposo.

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Raid in Corse #4

Dopo una giornata di relax, è tempo di rimontare in sella. 80 km con caldo e vento maestrale ci mettono alla prova, ma ancora una volta il panorama che ci circonda ci dà la forza di superare i nostri (o meglio i miei) limiti. Arrivati a Porto dopo un succo fresco per me e una birra per Gabri, ci dirigiamo in spiaggia.

La Riserva naturale di Scandola, patrimonio dell’umanità, è davvero vicina. L’escursione in traghetto è d’obbligo. Per non perdervela vi consiglio di prenotare con qualche giorno di anticipo, in rete trovate i contatti di diversi tour operator che effettuano visite al parco naturale anche in lingua italiana. Da non perdere, già che ci siamo, la visita al villaggio di pescatori di Girolata, le Calanche di Piana, i villaggi montani di Ota, Marignana ed Evisa, i laghi Alpini che trapuntano la zona compresa tra il Monte Cinto e il Monte Incudine.

Ci vorrebbe più tempo per ammirare tutto, ma domani ci aspetta già un’altra tappa…

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Raid in Corse #3

Tra tutte, quella di oggi (insieme alla prossima) è la tappa che ci ha impressionato di più per la bellezza dei paesaggi. Da Saint Florent a Calvi abbiamo dovuto macinare 85 km, cifra che personalmente non avvicinavo da anni, di puro spettacolo.

Ora dopo ora la fatica inizia a farsi sentire, ma l’azzurro del mare che spunta tra le montagne mi dà la carica a proseguire di buon passo. Il dislivello di ieri sommato a quello di oggi, fossimo stati a casa, mi avrebbe mandato ko invece sono ancora bella pimpante. La costa alterna a promontori rocciosi magnifiche baie e deliziose calette sabbiose.

Arrivati a Calvi ci sistemiamo in hotel e dopo un po’ di riposo andiamo alla scoperta del paese. Dopo una sosta alla marina, ci godiamo il tramonto dalla cittadella. Le mura sembrano fondersi con i graniti del promontorio. Molto consigliata la passeggiata del Cammino di Ronda, che consente di compiere un giro a 360° sulle mura e di ammirare un panorama mozzafiato.
Calvi ci è piaciuta così tanto che qui trascorreremo il nostro primo giorno di riposo.

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Raid in Corse #2

Dopo il prologo di ieri, proseguiamo alla scoperta di Cap Corse. Lo chiamano “il dito della Corsica” perché la sua forma ricorda, appunto, quella di un dito puntato verso nord. Capo Corso, lungo la costa nord, è da visitare soprattutto per le sue spiagge.

Nei 75 km che abbiamo affrontato da Macinaggio a Saint Florent non avete idea di quante volte mi sarei voluta fermare a fare un bagno. Invece abbiamo tirato dritto, a parte qualche sosta per gustarci il panorama e scattare alcune foto ricordo.

Saint Florent, ai piedi di Cap Corse, è una piccola e raffinata località turistica affacciata su un golfo di acqua trasparente. Da qui si possono raggiungere in traghetto coste di sabbia finissima in poco più di un quarto d’ora come la spiaggia di Lotu o Saleccia, nella rigogliosa area dell’Agriate, l’unico deserto d’Europa.

Nei pressi anche la spiaggia della Roya, noi non siamo riusciti a farci un salto, ma da quello che ho letto merita un tuffo. Se amate il contatto con la natura e cercate un posto tranquillo questa zona fa al caso vostro.

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Raid in Corse #1

Che emozione. Dopo mesi sognando questo viaggio, il grande giorno è arrivato. Partiamo in bici da casa, in Brianza, direzione Stazione Centrale di Milano. Con un treno raggiungiamo Genova e ci imbarchiamo sul traghetto che ci porta a Bastia. Trascorsa la notte in nave, al sorgere del sole inizia l’avventura. In programma oggi abbiamo solo 35 km per raggiungere Macinaggio.

L’inizio è soft e da meraviglia. Alla nostra destra un mare spettacolare, in testa splende il sole, davanti a noi è un continuo su e giù. Siamo gasatissimi.
La tappa vola via veloce. Ci fermiamo a metà strada per mangiare un croissant ed entrare nel giusto mood della vacanza. Arriviamo in hotel alle 10 del mattino e, senza fare alcuna storia, la proprietaria ci dà le chiavi della camera anche se siamo decisamente in anticipo sull’orario del check-in.

Dopo una bella doccia, ci dirigiamo in città per pranzo. Scopriamo che il piatto tipico corso e il più abbordabile per i turisti prevede un chilo di cozze accompagnate da patatine fritte. Non ce lo facciamo ripetere due volte.

Dopo tutto quello che abbiamo mangiato dovremmo rimetterci subito in sella per smaltire qualche caloria, invece ci dirigiamo alla spiaggia di Tamarone. Non siamo ben attrezzati per stare al mare per ore, visto che non abbiamo l’ombrellone e di ombra non ce n’è neanche a pagarla, ma il primo bagno vale la passeggiata attraverso la via dei Doganieri di 1,5 km sotto il sole fino alla bella spiaggia posta tra i due promontori.

La macchia mediterranea alle spalle riempie il luogo di sapori e profumi. Il posto ideale per staccare la spina e rilassarsi davvero.

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Raid in Corse

Per Ferragosto vi porto in vacanza con me. Quest’estate, per la prima volta, mi sono concessa una vacanza in bici. Con il mio fidanzato Gabriele abbiamo affrontato il giro della Corsica in 10 tappe. Un’isola splendida, che tra costa e montagna ha messo d’accordo entrambi.

Lui che si esalta in salita e la sottoscritta per cui estate significa mare. Prima di metterci in viaggio, qualche indicazione tecnica. Essendo la nostra “prima volta” abbiamo optato per dormire in hotel e per prenotare tutto per tempo, essendo agosto non volevamo rischiare di restare a piedi né avventurarci con tende e sacchi a pelo. Chiaramente, se qualcuno volesse prendere spunto, può studiare altre sistemazioni e, se si ha la possibilità, un altro periodo dell’anno per evitare il caldo e gli alti costi della stagione di punta.

Dal 1° al 13 agosto abbiamo pedalato per oltre 700 km (tutte le tracce delle tappe sono disponibili sul mio profilo STRAVA, ndr) con due GT Grade. Abbiamo scelto due gravel per essere pronti a qualsiasi strada avremmo incontrato, anche se a conti fatti abbiamo percorso al 99% strade asfaltate. Con noi abbiamo portato due completini da bici a testa, tre t-shirt, due pantaloncini, mutande e calze, costume da bagno e asciugamani in microfibra, più beauty case con l’essenziale (non scordate la crema solare!), un paio di infradito e di scarpe chiuse oltre a quelle da bici e il casco, una felpa e una mantellina antivento Alpinestar.

Il tutto ben distribuito nelle nostre due borse Miss Grape, quella davanti di 10 litri e quella posteriore di 17. Più una centrale con attrezzi e ricambi must have. Prima di partire oltre ad aver macinato un po’ di chilometri, io non molti per la verità, ci siamo recati al Centro Ricerche Mapei Sport per farci mettere in sella al meglio. Più che il mal di gambe, un’avventura del genere può diventare davvero dura se non si pedala nella posizione corretta.

Diamo un’ultima lavata alle bici. Carichiamo la batteria del Garmin e della GoPro. Domani si parte.

esame di stato giulia de maio giornalista professionista

Arrivare al professionismo

Fare il “grande salto” tra i professionisti è il sogno di qualunque giovane ciclista, ma anche di una giovane giornalista. Ieri a Roma ho superato l’esame di stato di abilitazione alla professione, che negli ultimi sei mesi tra prova scritta e orale mi ha tenuto parecchio impegnata. Dopo la laurea e il praticantato ho quindi portato a termine il mio percorso formativo. Si dice che gli esami nella vita non finiscano mai ed è vero, ma questo vi assicuro sono davvero felice di essermelo messa alle spalle. Studiare mentre si lavora non è semplice, ora però è tempo di festeggiare e di qualche doveroso ringraziamento.

Devo condividere questo importante traguardo con parecchie persone. In primis la mia mamma, esempio di forza e tenacia, mi ha insegnato che con l’impegno si può arrivare in cima a qualsiasi salita. Alla sua ruota c’è Gabri, l’uomo migliore che potessi desiderare al mio fianco. Del gruppo fa parte tutta la mia famiglia, con una menzione speciale per Leni e Andrea, che in occasione dello scritto e dell’orale a Roma mi hanno tirato la volata con la loro ospitalità.

Hanno pedalato e condiviso con me mesi di stress tanti colleghi, vecchi e nuovi. Grazie ai miei amici, che hanno sopportato i miei pacchi perché “devo studiare”. Grazie al mio direttore Pier, a Paolo e tutta la redazione di tuttoBICI. Se ho imparato il mestiere che ho sempre sognato di svolgere è merito vostro.

Infine grazie a Michele, protagonista della mia tesina finale dedicata ai ciclisti uccisi sulle strade d’Italia. Nei giorni in cui vincevi la tua ultima corsa ero così presa dall’esame di stato che non ti ho mandato nemmeno un messaggino per farti i complimenti. Ce lo avevo in testa, ti volevo dire che ero sicura ci avresti fatto divertire al Giro100, ma mi è passato di mente. Mi hai insegnato che non esistono impegni improrogabili e che non dobbiamo rimandare a domani un pensiero carino per le persone a cui vogliamo bene.

Quindi colgo l’occasione per dire grazie a tutte le donne e gli uomini speciali che ho la fortuna di avere nella mia vita.

Compresi voi lettori.

G.

pavel sivakov giulia de maio giro under 23

Giro d’Italia

Dopo aver assistito al trionfo di Tom Dumoulin al Giro100, per tuttoBICI e tuttobiciweb.it ho avuto il piacere di seguire il Giro d’Italia Under 23. Dopo quattro anni di assenza la corsa rosa “baby” ha celebrato la 40esima edizione con un ritorno sulle strade ottimamente diretto da Marco Selleri.

Una settimana di gare, dal mare alla montagna, ci ha permesso di scoprire i campioni di domani. Un domani prossimo perché stiamo parlando di talenti che, seppur giovanissimi, ben presto sbarcheranno nella massima categoria. Complimenti a Pavel Sivakov, nato in Italia da genitori russi e residente da anni in Francia. Un concentrato di qualità che farà parlare ancora molto di sé. E un bravo a tutti i ragazzi che hanno portato a termine la gara per lo spettacolo offertoci.

Personalmente ci tengo a inviare un saluto a Mattia Bazzoni, compagno di viaggio in questa avventura, al ct Davide Cassani, ai volontari della Nuova Placci e del Fans Club Marangoni che tra tortelli, piadine, frutta e litri di acqua hanno reso il “mio” Giro decisamente meno faticoso e più divertente.

G.