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Giulia De Maio intervista Michele Scarponi

Buon 2018

Il mio 2017 lavorativo è stato ricco di soddisfazioni e belle novità. Ho raggiunto il traguardo del professionismo, viaggiato in giro per il mondo e scoperto nuove realtà e persone. Resterà per sempre però l’anno in cui ci ha lasciato Michele Scarponi. Un atleta e una persona fuori dal comune, che mi manca tanto.

Che il 2018 riservi al ciclismo e a tutti noi più gioia e serenità. Auguri!

notte degli oscar tuttobici justine mattera

Un fine stagione intenso

Quando le gare finiscono i corridori tirano il fiato, i giornalisti no. Sembrerà strano, ma novembre è tra i mesi più impegnativi per la sottoscritta. Solo negli ultimi giorni sono stata impegnata a Verona con l’ACCPI per l’Assemblea Generale e il Corso di Formazione che ha radunato tutti i ciclisti e le cicliste della massima categoria, quindi nel Piacentino per la Red Bull Fingers Cross di Marco Aurelio Fontana, a Milano per la Notte degli Oscar tuttoBICI e a Pieve di Soligo (TV) per l’uno contro tutti di Riccardo Magrini, organizzato dal gruppo Euromobil insieme a tuttoBICI e La Gazzetta dello Sport.

Giornate intese, ma belle. È stato emozionante l’incontro con i neoprofessionisti a cui ho dato il benvenuto insieme al Consiglio dell’Assocorridori (confermati al vertice Cristian Salvato e Alessandra Cappellotto, con i quali avrò il piacere di lavorare per altri 4 anni) e la lezione tenuta da Alex Zanardi, un vero campione di sport e vita. Divertente e appagante anche il lavoro svolto a braccetto con il Prorider per mettere in pista la sua prima gara in veste di organizzatore, che è stata un vero successo e uno spasso per gli oltre 120 partecipanti. La Notte degli Oscar infine è stata, come ormai tradizione, l’occasione per premiare i migliori protagonisti del mondo delle due ruote, dall’esordiente più promettente al professionista più vincente, che questa volta è stato Vincenzo Nibali. Regine della serata Serena Autieri e Justine Mattera, due bellissime donne che sono la prova vivente che la bici mantiene in ottima forma.

Prima delle vacanze natalizie ci sono ancora un po’ di interviste da realizzare e gare di ciclocross da seguire perciò vi lascio, con la promessa di tornare da voi molto presto.

Tour of Guangxi

Nei giorni scorsi ho avuto il piacere di seguire come inviata il Tour of Guangxi, l’ultima corsa World Tour della stagione. Per raccontarvi la mia “prima volta” in Cina eccovi un pezzo che ho scritto per tuttoBICI di novembre.

A come ACCOGLIENZA Non ero mai stata in Cina, avevo sentito racconti di amici che ci erano stati in vacanza, colleghi e corridori per lavoro. Per me è stato tutto una scoperta. Mi immaginavo una trasferta in stile “Pechino Express” e non sono rimasta delusa da quanto incontrato in una zona che prima di partire non sapevo nemmeno dove fosse collocata sul mappamondo. Guangxi è una regione autonoma della Cina meridionale che combina in uno strano mix natura e tecnologia, immensi campi da coltivazione e grattacieli. L’accoglienza della gente è stata davvero calorosa, così come il meteo. Abbiamo avuto la fortuna di capitare da queste parti nel periodo migliore per visitarle.

B come BEIHAI Il nome della località da cui è partito il Tour of Guangxi significa “a nord del mare” in cinese. Ho letto che è stato previsto che tra il 2006 e il 2020 sarà la città con maggiore crescita al mondo. Personalmente spero lo faccia senza perdere le sue origini e tipicità derivanti dalla tradizione. È un porto importante sulle sponde del golfo di Tonkin, ma a soli 3 km dall’hotel in cui abbiamo pernottato sotto un ponte ultramoderno ho trovato un caratteristico villaggio di pescatori. Una sorpresa bellissima.

C come CATARRO Spero non stiate leggendo questo articolo in orario pasti. Purtroppo devo confermare quanto mi era stato preannunciato dal collega Diego Barbera, che aveva seguito per tuttoBICI già numerose corse in Asia: i cinesi sputano a terra di frequente ed emettono rumori alle nostre orecchie poco gradevoli. Non tutti ovviamente, ma buona parte mangiano in modo rumoroso. Da questa parte del mondo succhiare i tradizionali nuddles o i brodi delle zuppe è segno di apprezzamento del cibo. Un’altra chicca legata all’igiene e al costume locale sono i bagni pubblici, in alcune stazioni di benzina non presentano porte né scarico. Una bella differenza rispetto agli hotel extra lusso a cui ci siamo abituati, ma quando scappa, scappa.

D come DISTANZE DI SICUREZZA In Cina manca una tradizione ciclistica forte come quella di casa nostra. L’organizzazione, per essere alla prima esperienza, è stata all’altezza di una manifestazione World Tour ma di certo per il futuro può migliorare alcuni aspetti per fare un deciso salto di qualità. Il più evidente è che il pubblico c’è ed è interessato alla corsa, la gente a bordo strada non manca, ma per motivi di sicurezza viene tenuta a eccessiva distanza dai corridori. Nelle larghe strade percorse dalla gara c’erano sempre due cordoni di sicurezza così che gli appassionati non potessero avvicinare i protagonisti dell’evento. Un vero peccato. L’unicità del ciclismo rispetto ad altri sport è proprio lo stretto contatto tra i tifosi e i campioni.

E come ELETTRODOMESTICI La carovana del Tour of Guangxi ha dormito in hotel bellissimi e, chiaramente, costosi. Se per il pernottamento, a carico degli organizzatori, non c’era problema, per il lavaggio dei vestiti i team hanno incontrato qualche difficoltà visto quanto costava il servizio. Così praticamente tutte le squadre in gara si sono organizzate e hanno acquistato una lavatrice. A soli 40 euro se ne sono accaparrata una a testa e ogni giorno la utilizzavano semplicemente attaccandosi alla corrente e all’acqua di una camera. Curioso che la Quick Step Floors, imbattibile negli sprint con Fernando Gaviria, sia stata la più lenta a dirigersi al negozio di elettrodomestici e sia rimasta senza. Il ds Davide Bramati ha comunque trovato una soluzione e da buon italiano in albergo è riuscito a usufruire del servizio ad un prezzo speciale.

F come FOTO Ciò che mi ha colpito di più di questa trasferta è stato lo stupore della popolazione locale nel vedere me e i miei colleghi provenienti da tutto il mondo. Che la gente fermi i corridori per delle foto è normale, sono personaggi famosi, ma le richieste di selfie e autografi sono arrivate anche a noi, persone comuni. La ragione? Da queste parti vedere un occidentale è una rarità che merita di essere immortalata in una foto ricordo. A un gruppo di ragazze di 16 anni che mi hanno chiesto di posare con loro ho chiesto cosa se ne facessero di una foto con me, la risposta è stata: «È la seconda volta nella nostra vita che vediamo uno straniero». Incredibile per chi, come noi, cresce in una realtà multietnica. Un uomo di circa 60 anni, che mi ha chiesto da dove venissi, mi ha fatto capire che non aveva mai sentito parlare né di Italia né di Europa. E pensare che crediamo di essere il centro del mondo…

G come GUILIN L’ultima città attraversata dal Tour of Guangxi una volta era chiamata Kweilin. Situata a ovest del fiume Li, a nord confina con l’Hunan. Nota per la sua varietà floreale e per la sua tradizione topografica, è attualmente una delle mete cinesi più frequentate dai turisti. Il centro è davvero vivace e caratteristico. Da qui noi, come il resto dei componenti della carovana, abbiamo preso il volo per tornare a casa dopo una bellissima esperienza.

H come HOTEL Come vi dicevo, siamo stati ospiti di resort fantastici. A Nanning abbiamo dormito due notti al Wanda Realm Resort, una delle innumerevoli meraviglie del Wanda Group, di cui fa parte Wanda Sports, una delle società commerciali cardini della nazione. Proprio grazie all’ingente investimento assicurato dalla costola sportiva del colosso di Wang Jianlin, l’uomo più ricco della Cina (e 18esimo al mondo), questa competizione neonata è potuta entrare fin da subito nel calendario UCI World Tour.

I come INTRATTENIMENTO Prima del via di ogni tappa, tra la presentazione di un team e l’altro, andavano in scena spettacoli più o meno tradizionali. Tra i balli di donne in costumi tipici, esibizioni di suonatori di tamburi e bambini travestiti da draghi o leoni, curiosi erano gli interventi di ragazze pon pon e ballerini hip hop in stile cheerliders delle università americane e gruppi come i Back Street Boys. Tutto ciò che ricorda gli USA è molto amato dai cinesi: la NBA è seguitissima, Kobe Bryant è un vero e proprio idolo, catene come KFC, Starbucks e Nike sono in ogni centro commerciale che si rispetti, compresi i numerosi Wanda mall.

J come JIAIO “Vai vai vai”. Abbiamo imparato a conoscere questa parola, ripetuta all’infinito nella canzone che risuonava al villaggio di partenza e arrivo di ogni tappa e scoperto che è l’incitazione tipica che i tifosi urlano ai ciclisti in corsa. Assomiglia al nostro “alè”. Ne abbiamo imparate poche altre, che presto purtroppo temo dimenticheremo. Le uniche che ormai mi sono rimaste in testa sono Ni-hao che vuol dire ciao e Xie Xie che equivale a grazie.

K come KTV I cinesi vanno matti per il karaoke. I KTV sono locali composti da diverse stanze in cui si può andare a mangiare, bere e cantare di fronte a un grande monitor che trasmette le parole e i video di popolari canzoni, generalmente in compagnia di belle ragazze. Vengono frequentati in particolare da business men che portano i loro clienti in questi posti per festeggiare la firma di un contratto commerciale. A quanto ci hanno detto, oltre all’aspetto ludico, presentano un’altra faccia della medaglia, il favoreggiamento della prostituzione.

L come Li Ning Dalla tripla medaglia d’oro olimpica di Los Angeles 1984 (più due argenti e un bronzo) allo spettacolare volo di ultimo tedoforo alle Olimpiadi di Pechino 2008, il leggendario ginnasta Li Ning è stato l’ospite speciale del Tour of Guangxi. Leggenda vivente in patria, oggi è un imprenditore di successo con la Li Ning Company Limited. Una società che, sfruttando naturalmente la propulsione del nome del fondatore, ha scalato le classifiche di gradimento con i suoi articoli sportivi e abbigliamento tecnico.

M come Meiyin Meiyin Wang è stato l’unico corridore cinese in gara al Tour of Guangxi. Al via tra tanti nomi importanti spiccava un solo atleta di casa. Originario della provincia di Shandong, più precisamente di Qu Fu, la città di Confucio, l’alfiere della Bahrain Merida ha avuto tutti gli occhi degli appassionati cinesi addosso e non ha deluso le aspettative dei suoi esigenti tifosi animando la corsa, rendendosi protagonista di più di una fuga nel corso delle 6 tappe in programma dal sud al nord della regione.

N come NANNING Capitale della regione autonoma di Guangxi, è conosciuta come “Green City” per la sua varietà di piante tropicali. Vanta 8 milioni di abitanti di cui oltre 5 milioni solo nella sua area urbana. Cresciuta sul fiume Yu, è un notevole porto commerciale e sede dell’areoporto internazionale a cui siamo arrivati da Milano passando per Pechino. La N ci permette di parlare anche di Nongla, l’arrivo in salita che al quarto giorno ha deciso la classifica generale. Un posto davvero magico, dominato dalla natura, che tra sassi e alberi, ospita un bel tempio buddista da cui si può ammirare un panorama mozzafiato.

O come OSS Daniel è stato uno dei 17 italiani in gara. Si è messo in luce come più combattivo della terza e quinta giornata e si è aggiudicato la maglia verde di miglior scalatore, ma lo tiriamo in ballo per il suo aspetto estetico. Vi ho già detto che in Cina adorano gli occidentali, ma le ragazze impazziscono in particolare per gli italiani. Se gli uomini di Guangxi sono parecchio timidi, le connazionali invece sono decisamente più spigliate. Apprezzano particolari del viso a cui noi tradizionalmente non diamo importanza nel valutare la bellezza di un uomo come il ponte del naso e la piega della pelle sulla palpebra, in Oriente vere rarità.

P come PRANZO AL SACCO Il packed lunch che avevamo per pranzare nel pulmino che ci trasportava dalla partenza all’arrivo. Forse sarebbe meglio chiamarlo snack box visto che conteneva solo merendine, caramelle, brioches, biscotti, frutta secca, creackers, un frutto (unica cosa dietetica che lo chef proponeva ogni giorno) e altri prodotti non meglio identificati come piccoli pezzi di manzo sottovuoto, considerato una vera prelibatezza.

Q come QINZHOU È la seconda città che abbiamo conosciuto in questo viaggio per Guangxi. Per secoli è stata il nodo fondamentale del commercio con l’Indocina. Fa rima con Liuzhou, la “città foresta” che sta costruendo l’architetto italiano Boeri, che abbiamo scoperto il 23 ottobre, dopo un lungo trasferimento da Nongla. Ad accomunarle, nonostante le differenti dimensioni, la grande quantità di grattacieli in costruzione. Per la verità, tutte le città che abbiamo visitato sono in fermento e crescita costante.

R come RAVIOLI Il mio cibo cinese preferito. In inglese dumplings, è uno dei pochi piatti facilmente identificabili e ordinabili senza equivoci nei localini di street foods che abbiamo provato, dove l’inglese risulta ai più lingua sconosciuta. Per questo e per comunicare in generale con le persone del luogo è stato molto utile google translator con la versione di lettura audio (per questo però leggete quanto riportato alla lettera V, ndr). A proposito di cibo da strada una menzione speciale la merita la snack street di Nanning, che con le sue bancarelle offre spiedini di pesce e di carne (volendo, anche di cane!), insetti fritti, frutta di ogni colore e sapore, ma praticamente tutto quello che vi può venire in mente di mettere in bocca.

S come SCOOTER Le strade di Guangxi sono piene di scooter elettrici. Fate attenzione: non si sentono arrivare e suoneranno il clacson solo quando saranno ormai a un metro da voi. Il governo ne ha spinto l’introduzione perchè considerati più sicuri ed ecologici delle moto. Se ci soffermiamo sulla sicurezza però va detto che in pochissimi usano il casco, che molti lo usano per trasportare l’intera famiglia (abituale vedere in sella mamma e papà con uno o due bambini in mezzo) e che al volante abbiamo visto tanti ragazzi e ragazze giovanissime che di certo non avevano l’età per avere la patente.

T come TRAFFICO Io mi lamento di Milano, ma tornata a casa mi sembra che il traffico sia accettabilissimo. A Guangxi in città, piccole o grandi che siano, è un vero casino. Seguire la segnaletica stradale pare un optional, si creano ingorghi molto facilmente e purtroppo gli incidenti sono frequenti. A questo proposito abbiamo scoperto che se una persona lascia un’altra con una invalidità è obbligata personalmente a pagarle una pensione a vita, per questo capita che drammaticamente chi causa un incidente preferisca uccidere chi ha ferito gravemente piuttosto che prestargli soccorso. Una vera atrocità, specchio di una società che nasconde (non troppo bene) problemi di cultura e libertà.

U come UCI GALA Guangxi ha ospitato l’UCI Gala 2017, la serata nella quale l’Unione Ciclistica Internazionale premia i protagonisti della stagione. Non hanno mancato l’appuntamento corridori del calibro di Greg Van Avermaet e Anna Van der Breggen, vincitori della classifica finale del ranking internazionale maschile e femminile, oltre che le squadre Sunweb vincitrici della cronosquadre mondiale a Bergen, ma anche i campioni paralimpici e tutti i migliori testimonial orgoglio del neo presidente UCI David Lappartient.

V come VPN Senza sei tagliato fuori dal mondo. La sigla sta per virtual private network e indica un programma che installato su computer o smartphone permette di scavalcare il blocco governativo di siti considerati “pericolosi” come google (e tutti i suoi servizi annessi) e i più popolari social networks. Se avete intenzione di andare in Cina scaricatelo prima di partire. Se volete postare le vostre foto su instagram, facebook e twitter, vedere un video su youtube o scaricare una mail da gmail altrimenti vi sarà impossibile.

W come WECHAT La vera salvezza per comunicare in loco e con casa. È l’applicazione più usata in Cina, equivale al nostro whatsapp, ed è l’unica autorizzata dal governo quindi funziona senza problemi. Viene utilizzata però anche per effettuare piccoli pagamenti, dai ristoranti, alle macchinette da gioco, dalla bancarella al parcheggio. Difficilmente i cinesi usano i contanti.

Z come ZHAO HAN Significa buona notte, che la gioia sia con te. Lo utilizziamo come arrivederci per salutare questa terra al confine con il Vietnam, regione autonoma dal 1958, che sulla mobilità in bicicletta ha ancora una lunga strada davanti a sè, ma che potrebbe fare della bici una soluzione anche per l’inquinamento. Le città che abbiamo visitato non sono propriamente a misura di bici. Un paese davvero ospitale, diverso dal nostro e affascinante, che abbiamo avuto la fortuna di conoscere grazie a questo ciclismo sempre più internazionale.

 

foto Luca Bettini / ©BettiniPhoto

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Immenso Sagan

Per la prima volta nella storia del ciclismo, un corridore ha vinto il campionato del mondo per la terza volta consecutiva.

A Bergen, in Norvegia, Peter Sagan si è confermato in maglia iridata. E lo ha fatto in un modo ancora diverso rispetto alle prime due vittorie: praticamente è rimasto coperto fino ai 500 metri finali, quando ha risalito il gruppo a velocità doppia per andare a prendere la ruota di Alexander Kristoff e saltarlo in volata, vincendo al fotofinish grazie al colpo di reni. Assolutamente fantastico. Medaglia di bronzo per Michael Matthews e quarto posto per Matteo Trentin che ha coronato il lavoro di una nazionale che si è mossa bene in particolare negli ultimi due giri.

Non è solo un campione in sella, Peter Sagan, e lo confermano le sue prime parole da tricampione del mondo: «Non è stato facile vincere oggi, ero rimasto nel secondo gruppetto e c’è stato un momento complicato. Poi sono riuscito a risalire, a prendere la posizione e a dare tutto in volata. Chiedo scusa a Kristoff l’ho battuto proprio davanti alla sua gente, ma lo sport è così… E voglio dedicare questa vittoria ad un grande amico come Michele Scarponi, che domani avrebbe compiuto gli anni. Era un grande campione e sono vicino a sua moglie e ai suoi cari. E una dedica anche a mia moglie Kataryna che aspetta il nostro primo bambino».

Il pensiero per Michele mi ha commosso. Che bel mondiale. E che fortuna poter raccontare l’era Sagan.

 

 

giulia de maio, raid in corse, cicloturismo, corsica, vacanza, bici

Raid in Corse #10

Eccoci all’ultimo giorno di questa fantastica vacanza. Le gambe sono sollevate, la testa un po’ meno. Le ferie durano sempre troppo poco, anche quando te le devi sudare come in questo caso. Dopo esserci goduti Corte, piena di italiani e a prezzi molto più abbordabili rispetto alle città in cui abbiamo pernottato in precedenza, ci dirigiamo a Bastia, vivace capitale della Corsica del nord, da dove tutto era iniziato poco più di 10 giorni fa (potete guardare tutte le tracce delle tappe che vi ho raccontato sul mio profilo strava https://www.strava.com/athletes/14809071, ndr).

Ne approfitto per un ultimo bagno. La spiaggia cittadina di Bastia è di sabbia, molto lunga e ben attrezzata. Una doccia rigenerante prima del lungo ritorno verso casa è proprio quello che ci vuole. Prima di imbarcarci ci godiamo un ultimo aperitvo Cap Corse nella piazza San Nicola, la più grande di Francia, insieme a degli assaggi di prodotti tipici: brocciu al presutto (formaggio e prosciutto tipici), beignets de fromage (polpettine di brocciu), Muscat (pregiato vino locale di uva malvasia che ben si accompagna a dolci e fois gras) miele di corbezzolo, cedro candito, vino d’arancio. Questo viaggio indimenticabile con i suoi 735 km finali in 35h30′ merita un brindisi. In attesa del prossimo.
Buone vacanze e buone pedalate a tutti voi.
Bonne route.

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Raid in Corse #9

Dopo la bella serata di ieri, oggi ci aspetta la tappa più noiosa del nostro Tour. Da Travo a Corte percorriamo 70 km con pochissime curve. Il vento oggi soffia forte e ci accompagna tutto il giorno. Quando è a favore è uno spasso, ma quando è contro e ti ritrovi su un “drittone” infinito è un incubo.

Siamo sempre immersi nella natura, ma lo spettacolo delle frazioni precedenti è ben altra storia. Io inizio già a sentire la nostalgia della fine di questa avventura. Ormai ci ho preso gusto a svegliarmi al mattino e avere come unico pensiero l’esplorarazione in bici di una zona che ancora non conosco.

E devo dire che siamo rimasti positivamente sorpresi del comportamento degli automobilisti in strada nei nostri confronti. Sempre molto rispettosi, quasi tutti attendevano anche parecchio tempo prima di sorpassarci se la strada era stretta e quando lo facevano ci lasciavano sempre molto spazio.

Dispiace dirlo, ma le uniche “rasoiate” che abbiamo ricevuto sono merito di veicoli con targa italiana. Purtroppo a casa nostra c’è ancora tanto lavoro da fare perchè le strade siano più sicure, per tutti. Concedere un metro e mezzo in fase di sorpasso di un ciclista non è impossibile o impensabile, ma doveroso.

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Raid in Corse #8

Con la meraviglia delle Isole Lavezzi negli occhi, ripartiamo per gli ultimi tre giorni di questa avventura. 75 km da Bonifacio a Travo di Ventiseri ammirando le meravigliose spiaggie di Palombaggia, Tamaricciu e Santa Giulia.

In zona Porto vecchio vi segnalo le Piscines Naturelles de Cavu, noi purtroppo non siamo riusciti a visitarle perchè ancora una volta non siamo stati fortunatissimi. Il raggio di Gabriele si è rotto nuovamente così abbiamo perso un po’ di tempo per aggiustarlo definitivamente. Se a Propriano il meccanico che aveva trovato non era molto esperto, questa volta abbiamo trovato un negozio ben più attrezzato e siamo riusciti a risolvere il problema una volta per tutte.

Questa sera ceneremo insieme ad alcuni amici che stanno affrontando il giro della Corsica in moto. E che quando fatico in salita invidio un sacco.Scherzi a parte, non sapete che soddisfazione si prova a riuscire a mettere in fila tanti chilometri non avendo chissà quale preparazione alle spalle. E il ritmo a cui ti permette di andare una bici è davvero il migliore per scoprire un posto nuovo.

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Raid in Corse #7

Riparata alla bella e meglio la ruota di Gabriele, ci rimettiamo in viaggio. Dopo Propriano la prossima meta è Bonifacio. I 60 km in programma dopo la faticaccia di ieri mi sembrano una passeggiata, se non fosse che oggi ad attenderci c’è un bel vento contrario. Meno male che c’è Gabri a tirare. Io stringo i denti e anche oggi mi faccio forza guardando la bellezza che mi circonda.

Bonifacio è così incantevole che troviamo la forza per salire fino alla cittadella in bici. La gente sul trenino turistico ci prende per matti e ci incita, neanche fossimo corridori veri sulle strade del Tour de France. Arriviamo in cima stanchi morti, ma il panorama che si protende sulla scogliera a picco sulle Bocche di fronte alla Sardegna ci ripaga di tutta la fatica.

Domani ci concediamo un ultimo giorno di riposo, questa volta “attivo” visto che andremo a visitare le Isole Lavezzi. La Riserva naturale delle Bocche di Bonifacio, che insieme al Parco nazionale dell’Arcipelago de La Maddalena costituisce il Parco internazionale delle Bocche di Bonifacio, è riconosciuta per lo straordinario valore naturalistico e la sua grande bellezza. Non possiamo lasciarcela scappare.

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Raid in Corse #6

Asciugato il costume, chiuse le borse, si riparte. Il menù oggi prevede 95 km da Casaglione a Propriano con oltre 1.300 metri di dislivello. La tappa regina. Prima di metterci in viaggio temevo la distanza, i pochi chilometri accumulati nelle gambe durante gli scorsi mesi pensavo mi avrebbero dato problemi, invece il vero ostacolo ci accorgiamo ben presto essere il caldo.

A circa 40 km dal traguardo di giornata ci ritroviamo nel nulla e senza acqua.Per almeno un’ora sogno una fontanella finchè appare e vedo la luce in fondo al tunnel. Dopo aver commesso l’errore di non fermarci a un baracchino a cui avremmo potuto riempire le borracce abbiamo imparato la lezione: mai saltare un possibile stop. Può sempre capitare di trovarsi tra le montagne, a 40°, senza una goccia d’acqua e dover affrontare un muro al 16% inatteso.

In tutto ciò Gabriele oggi ha anche rotto un raggio della ruota posteriore.Arrivati a Propriano, dopo esserci rifocillati, lui è andato alla ricerca di un meccanico e io a riposarmi in spiaggia. Domani saremo più fortunati.

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Raid in Corse #5

Solo 60 km in programma oggi da Porto a Casaglione, ma sufficienti per scoprire un’altra zona che non scorderemo mai: le calanche di Piana. Le rocce di granito rosso nell’elenco dei Patrimoni dell’umanità dell’UNESCO si elevano per circa 400 metri sul livello del mare direttamente sulla costa dell’isola.

La salita (che come quasi tutti i giorni troviamo in partenza) diventa dolce, quando tra gli splendidi punti panoramici che offre la D81 è presente una roccia con un buco a forma di cuore dove una foto ricordo è d’obbligo.

Una risata arrivati in cima ce la strappano sei ragazzi di Cuneo, che senza aver mai usato una bici prima d’ora stanno tentando di affrontare anche loro un bel giro a tappe. Tra loro c’è chi va più forte, chi davvero fatica, chi si pente di aver fatto tardi la sera prima a gozzovigliare in campeggio e chi registra video per far vedere alla mamma fin dove è arrivato. Le loro parole d’ordine sono improvvisazione e divertimento. Sicuramente anche la loro sarà stata una vacanza memorabile.

Arrivati a Tiuccia di Casaglione scopriamo calette quasi deserte con un mare da favola. Il posto perfetto per godersi un secondo giorno di riposo.