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I miei articoli più recenti

alessandra de stefano

Da grande voglio essere Alessandra De Stefano

Quando ero una bambina e guardavo le gare in tv ero rapita da quella donna bionda che attendeva i corridori al traguardo, li rincorreva e raccoglieva per prima le loro parole. Non importa di che nazionalità fosse il vincitore di turno, lei parlava così tante lingue ed era così decisa che nulla poteva fermarla. Sapeva sempre cosa chiedere per tirare fuori l’emozione più intensa del momento e ci riusciva sgomitando tra una marea di colleghi. Uomini, ça va sans dire.

Nei temi delle elementari già scrivevo che volevo diventare giornalista sportiva, che volevo diventare come Alessandra De Stefano, che all’epoca era inviata speciale per RaiSport alle più importanti corse ciclistiche. Crescendo non ho cambiato idea. Quando ero alle medie ho chiesto a mio padre di portarmi a vedere una tappa del Giro d’Italia per conoscerla e chiederle qualche consiglio. Ricordo quel giorno come se fosse ieri anche se sono passati quasi 20 anni: Alessandra fu così gentile da darmi retta, mi disse che qualunque liceo avessi scelto sarebbe andato bene per poi tentare di intraprendere questa professione, e mangiammo insieme un gelato.

Oggi che conosco quali sono i ritmi (folli) di un inviato, apprezzo ancora di più la sua disponibilità, e sono davvero felice che sia il nuovo direttore di RaiSport. Anzi, la prima direttrice della testata sportiva della tv di stato. Per una giovane giornalista cresciuta ammirandola all’opera, prima da uno schermo e poi dal vivo, è davvero un’ispirazione. Grazie Ale e buon lavoro.

paris roubaix

Non toglieteci mai più la Roubaix

Amo da sempre la Paris Roubaix, fin da quando ero una bambina e mai avrei pensato che una donna avrebbe potuto correrla (se non da amatore, come mi è capitato in una delle più emozionanti trasferte mai vissute finora).

Questo week end è stata pura meraviglia. La prima edizione femminile ha cambiato la storia e un ragazzo con cui ho gareggiato quando eravamo ragazzini ha realizzato il sogno di una carriera.

Tutto è possibile, se riesci a impugnare così forte il manubrio da far sanguinare le mani e a stringere i denti che per 6 ore hanno mangiato solo fango. In bici, nella vita. Per raggiungere il Paradiso devi superare le pietre più affilate e scivolose. Cadere e rialzarti. Non mollare mai.

Solo una pandemia del diavolo poteva toglierci l’unico Inferno di cui non possiamo fare a meno. Bentornata Roubaix, mi sei mancata.

foto Jo Jo Harper / Trek-Segafredo

Vali Holl

Ho commentato il gran finale della Coppa del Mondo di MTB

È stato un privilegio raccontare per Red Bull TV il finale della UCI Mountain Bike World Cup 2021 al fianco di un campione e amico come Marco Aurelio Fontana.

Che follia sono state le run di Reece Wilson, Loic Bruni e Vali Höll. Che paura la caduta di Jess Blewitt. Che emozione il podio di Luca Braidot nel Cross Country Olimpico che ha chiuso questa settimana che ho vissuto come fossi a bordo di una montagna russa sulla quale mi sono divertita, stancata ed esaltata da matti.

La Downhill è un mondo nuovo per me, a cui mi sono approcciata consapevole che ho tantissimo da imparare. La doppia tappa di Snowshoe è stata una sfida tosta che mi ha costretto a uscire dalla mia comfort zone. Ho ricevuto sia complimenti che critiche, so che fa parte del gioco e mi tengo stretti tutti i commenti costruttivi, certa che posso, devo e voglio migliorare.

Se avete avuto modo di ascoltarci, fatemi sapere come pensate sia andata. Se volete rivedere le gare a questo link trovate il replay di ognuna: www.redbull.com/int-en/events/uci-mountain-bike-world-cup-usa.

Grazie a Red Bull Italia per la fiducia, con la grande mtb ci ritroviamo nel 2022. Ora per me è tempo di tornare alla strada e di dedicarmi al mondiale di Flanders2021.

G.

cicliste afgane

Portiamo in salvo le nostre sorelle afgane

In questi giorni ho la fortuna di essere al mare, di poter indossare un costume, di uscire con chi voglio, postare sui social quello che mi pare, di pedalare e fare altre mille cose. Libera.

In Afghanistan ci sono bambine, ragazze, donne costrette a stare chiuse in casa, a cancellare la propria identità, a lasciare lo studio, il lavoro, le passioni, la quotidianità, ad affidare i propri figli a degli sconosciuti per paura di dover sposare chi non vogliono, di essere violentate, uccise o di vivere una vita che non è vita.

Portiamole via da quell’inferno che è Kabul. Come sta provando a fare Alessandra Cappellotto con l’energia e la cocciutaggine che solo una donna atleta che si batte per le donne può mettere in campo. Ne ho scritto oggi su tuttobiciweb.it perché le cicliste afgane, ma anche le giornaliste, le figlie tutte di questo paese martoriato dalla guerra potrebbero benissimo essere mie sorelle. Stanno mettendo a tacere la loro voce ma in Italia e nel mondo possiamo farla risuonare noi, che abbiamo questa fortuna.

PS. La foto è del 9 marzo di quest’anno quando, poche ore dopo la Giornata internazionale dei diritti della donna e lo scoppio dell’ennesima bomba, ci eravamo illuse che una gara di ciclismo femminile avrebbe spazzato via gli orrori, le ingiustizie, la violenza, la paura.

G.

Tokyo 2020 Olympic Games

Giulia-san è olimpica

In questi 20 giorni di Giochi Olimpici non ho avuto tempo di comprare souvenirs, ma riparto con una valigia piena zeppa di ricordi che non dimenticherò mai. Di Tokyo2020 mi resta un’esperienza professionale unica. Colleghi più esperti mi avevano avvisato: ne uscirai come da un frullatore, stanchissima e con le suole delle scarpe consumate. Così è stato, come testimoniano le occhiaie da panda con cui ritornerò a casa, ma ne è assolutamente valsa la pena. Quella giapponese è risultata la spedizione più di successo della storia d’Italia: Elia Viviani può dire di essere stato il portabandiera dell’Italia dei record con 40 medaglie di cui 10 ori, 10 argenti e 20 bronzi. Non so voi, ma io adoro i numeri tondi. Gli azzurri sono saliti sul podio 16 giorni su 16 di gara. Mai era successo prima. Poter dire io c’ero è un privilegio.

Questa Olimpiade ci ha ricordato che noi italiani, quando facciamo squadra, abbiamo il potenziale per fare di tutto. Contrariamente all’immagine che cercano in tanti di cucirci addosso, sappiamo soffrire, sacrificarci per un obiettivo. Cosa potrebbe essere il nostro Paese, con una guida seria e driscreta, che liberasse i talenti e premiasse i meriti. I nostri atleti e tecnici sono stati da applausi nonostante velodromi fatiscenti, piscine e palestre chiuse, infrastrutture arretrate; nonostante le scuole abbiano dimenticato l’educazione fisica e l’attività dei giovani sia lasciata a carico delle famiglie, nonostante i tagli e il disinteresse dei governi. Speriamo che dopo le meritate celebrazioni, chi di dovere si prodighi per mantenere le promesse fatte e per garantire un futuro all’altezza dei desideri delle bambine e dei bambini che hanno ammirato i nostri campioni in quest’estate pazzesca.

Da quando sono partita tre settimane fa sembra passata una vita. Ripenso alla grinta di Elisa Longo Borghini che nella prova in linea si è confermata di bronzo, rivedo la delusione negli occhi di Alberto Bettiol e dei ragazzi della mtb, la meraviglia in quelli di Giacomo Fantoni che grazie alla sua bmx ha realizzato il sogno di qualunque atleta. Faccio un’ultima chiacchiera per il podcast in uscita domani con Filippo Ganna, che ancora una volta mi stupisce per la sua semplicità. «Pippo, cosa farai per prima cosa quando torni a casa?» gli chiedo. «La lavatrice» risponde serafico. Mentre penso a quanta strada farà questo ragazzone che mi piace sempre di più per come ragiona oltre che per il talento indiscusso, il mio amico Luca Bettini cattura con la sua macchina fotografica quest’ultima pagina dei miei primi Giochi. Grazie Luca per la foto ricordo e per essere stato il miglior compagno di viaggio in questa avventura a cinque cerchi.

Lascio il velodromo di Izu con l’immagine delle lacrime trattenute da Elisa Balsamo, che oggi con il suo volo mi ha fatto perdere dieci anni di vita, e quelle ben più dolci versate da tutta la squadra azzurra per la vittoria con record del mondo nell’inseguimento a squadre. Vedo i nostri ragazzi d’oro (per me lo sono tutti, anche chi torna a casa con il bronzo al collo, ndr) dare un bacio al parquet in pino siberiano che ha celebrato sogni avverati e infranti. Mentre mi dirigo verso la navetta per tornare in hotel ricevo i messaggi di mia mamma, che come sempre legge i miei articoli e scova refusi (grazie alla mia correttrice di bozze preferita, operativa 24h su 24h, anche dalla spiaggia dove non vedo l’ora di raggiungerla). Luca riceve la videochiamata del fotografo Kei Tsuji che, dopo averci salvato in più occasioni mentre era in quarantena preventiva post Tour de France e noi cercavamo invano di prenotare un taxi o un piatto, sta per affrontare 400 km in auto per raggiungerci e portarci a visitare Tokyo prima del volo di ritorno.

Lascio la zona mista in cui ho abitato in questo periodo con in mano un origami a forma di cuore da portare a casa a Gabriele, che nei prossimi giorni avrà al fianco una fidanzata straccio che dovrà recuperare parecchie ore di sonno ma avrà anche un sacco di bellissime storie da raccontare.

Stanca ma felice, dalla vostra Giulia-San è tutto.

Leggi le puntate precedenti su tuttobiciweb.it:

I miei primi Giochi non sono un gioco, ma che gioia!

Benvenuti in Giappone, tra scartoffie e sorrisi

Mi sono venuti cinque cerchi alla testa

La cerimonia di apertura è stata una fatica e figata olimpica

Carapaz fa impazzire l’Ecuador, a me fanno impazzire e basta

Donne al potere a Tokyo2020: Seiko Hashimoto applaude Anna e tutte le cicliste

Le roi Absalon incorona il fenomeno Pidcock

Federica Guarniero, giudice da medaglia d’oro

Pippo ed Elisa per me sono già d’oro

Che spasso la mia prima gara di bmx

Edi Telser, il CT italiano che fa vincere la Svizzera

Una giornata da ricordare tra judo e basket

Sunada, il fotografo a cui Bugno ha insegnato l’italiano

A Tokyo2020 con Kristina Vogel, pistard per sempre

Le lacrime di Bertazzo e quelli che non sopportano Villa

Grazie ragazzi per quest’emozione d’oro

Viviani, il cuore e la lezione del capitano

Ed Clancy si ferma, Hoy lo applaude, Cavendish lo vuole come tecnico

Matthew Glaetzer, dal tumore ai giochi olimpici

tokyo2020 de maio giulia

Tokyo2020 arrivo

Non ci credo. Oggi partirò per Tokyo2020. I miei primi Giochi Olimpici sono diventati una sfida epica, come sanno tutti gli accreditati che da mesi, per non dire anni, sono alle prese con i protocolli covid che hanno permesso al Giappone di salvare la sfida a cinque cerchi nonostante la pandemia in corso e le tante pressioni che avrebbero voluto l’annullamento dell’evento sportivo più importante al mondo.

Non ci credo perchè la mia è stata una corsa ad ostacoli troppo lunga e accidentata da raccontarvi senza annoiarvi, perchè avevo il terrore di risultare positiva a uno dei tamponi a cui mi sono sottoposta nelle ultime ore e di dover restare a casa, invece, almeno alla linea di partenza, ci sono. Questo pomeriggio dall’Aeroporto di Milano Malpensa potrò volare verso il sogno che avevo fin da bambina, uno dei traguardi più alti della mia carriera. Sarò ai Giochi di Tokyo2020 e pazienza se sono diventati… Tokyo2021.

Su tuttobiciweb.it vi racconterò tutte le gare di ciclismo: strada, mtb, bmx e pista. Il mio tempismo non è stato perfetto, ho scelto forse le peggiori Olimpiadi della storia per esordire. Non potrò muovermi liberamente, avere contatti con nessuno, incrocerò gli atleti solo nella mix zone a fine corsa (ovviamente ad almeno due metri di distanza), potrò respirare senza mascherina solo quando mangerò e dormirò (da sola, ça va sans dire).

Parto con un milione di punti di domanda e un po’ di paura ma spero davvero che l’Olimpiade più faticosa e contestata della storia si trasformi in una ripartenza simbolica, per tutti. Ne abbiamo bisogno. Per me, comunque andrà, sarà la prima e sarà indimenticabile. Mentre chiudo la valigia, sento le farfalle nello stomaco.

PS. Grazie di cuore al direttore di tuttoBICI Pier Augusto Stagi che dopo Rio2016 alla mia richiesta di volermi accreditare ai successivi Giochi mi ha fatto questo regalo.

Al Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI) per aver dato questa opportunità alla nostra testata e per l’aiuto pratico che ci ha fornito finora e ci darà in loco.

All’Unione Stampa Sportiva Italiana (USSI) che si è battuta per pemettere agli inviati che lo desideravano come la sottoscritta di completare il ciclo vaccinale in tempo e partire più sereni.

Al Centro Regionale Antidoping del Piemonte che, dal direttore sanitario Paolo Garofano alle segretarie, mi ha permesso di sottopormi ai tamponi pre partenza rispettando gli orari e le rigide richieste del ministro della salute giapponese, che dovrebbero (uso il condizionale per scaramanzia ma siamo stati scrupolosissimi, ndr) permettermi di evitare la quarantena di 14 giorni e quindi di lavorare fin dal giorno seguente al mio arrivo.

Grazie ai miei cari che ogni volta che dal Giappone arrivavano brutte notizie e nuovi ostacoli da superare hanno sopportato i miei malumori e mi hanno incoraggiato a non mollare.

valtteri bottas

Giro d’Italia Donne

Che stanchezza ragazze/i 🙂

Sono appena rientrata a casa dal Giro d’Italia Donne, che come sempre è stato una centrifuga di emozioni. Quelle appena concluse sono state due settimane intense, in cui mi sono trovata a dover fare più di quanto mi aspettassi e ad uscire dalla mia abituale comfort zone cimentandomi con la tv. È stata una difficile ma bellissima avventura, che ho condiviso con vecchi e nuovi colleghi. La società PMG Sport Starlight, alla prima edizione in veste di organizzatrice della corsa a tappe femminile più prestigiosa a livello mondiale, ha allestito una bella squadra con la quale siamo riusciti a portare a termine una prova sfidante anche per noi. Personalmente ci tengo a ringraziare Filippo Morsillo, che inaspettatamente (lo sai Filì che su questo “tipo con una una bella voce che non si era mai occupato di ciclismo femminile” non nutrivo grandi aspettative eheheh, ndr) si è dimostrato un ideale compagno di telecronaca e con il quale siamo riusciti a far fronte alle difficoltà che un evento itinerante come il Giro d’Italia inevitabilmente propone.
È stato un privilegio raccontare l’ultimo assalto alla maglia rosa di una fuoriclasse come Anna van der Breggen, raccogliere le parole delle vincitrici di tappa nelle flash interviews, portarvi con me nel dietro le quinte alla scoperta delle tante storie custodite dalle ragazze in gara. Un grazie infine lo devo ai tanti ospiti che ci hanno fatto compagnia, dal pilota di Formula 1 Valtteri Bottas alla showgirl Justine Mattera, passando per i tanti altri campioni e amici del ciclismo che non hanno voluto mancare all’appuntamento rosa.

Ora vado a riposarmi. Ne ho proprio bisogno in vista della prossima avventura che mi aspetta, di cui vi racconterò presto.

Ciao

G.

sonny colbrelli campione italiano

Che emozione tornare sul campo gara

Ciao a tutti,

vi scrivo mentre sto preparando la valigia per il Giro d’Italia Donne. Ammetto di essere emozionata. Dopo mesi di lavoro da casa, finalmente, torno sul campo gara e lo faccio con la corsa a tappe più importante del panorama femminile mondiale.

Un assaggio di vita da inviata l’ho avuto ai recenti Campionati Italiani in Emilia Romagna, ma è dai mondiali di Imola2020 che non mi trovo a dover impacchettare vestiti e attrezzi del mestiere per stare più di 10 giorni “in corsa”.

Amo il mio lavoro e tornare a svolgerlo a stretto contatto con i protagonisti mi mancava. Un’intervista dal vivo è tutta un’altra cosa rispetto a parlarsi tramite una videochiamata e ho proprio voglia di tornare a raccontare le storie dei corridori toccando con mano la loro fatica e leggendo i loro occhi.

Per quanto riguarda la corsa rosa, questa volta lavorerò per PMG Sport / Starlight che da quest’anno punta a rilanciare l’evento dando una grande visibilità alle atlete e alle loro gesta. Io oltre a raccogliere le loro parole a fine tappa, cercherò di raccontarvi il dietro le quinte e di catturare qualche bella storia tra le tante che ci sono in gruppo.

Dal 2 all’11 luglio ogni pomeriggio saremo live per un’ora di trasmissione, che potrete seguire sul sito www.giroditaliadonne.it, sui social di PMG Sport, su tuttobiciweb.it, su GCN, Eurosport, Raisport e un po’ dovunque in 200 paesi al mondo. Vi assicuro che in serbo per voi abbiamo grandi ospiti, motivo in più per non perdervi la corsa che già di per sé sarà uno show.

Oltre che davanti alla tv o al computer ovviamente, per chi può, vi aspetto a bordo strada. Non mancano da matti anche a voi i saluti faccia a faccia?

Buon Giro a tutti!

redbulltv giulia de maio

La mia prima telecronaca

Scusate la latitanza ma nell’ultimo periodo sono stata davvero presissima. Il mondo dello sport e degli eventi è finalmente ripartito e, oltre a sbrigare i miei soliti impegni, mi sono dovuta preparare per una “prima volta” a cui tenevo molto.

Dopo il Giro d’Italia, tra un lavoro e l’altro già fissato, mi sono concentrata molto sul fuoristrada perchè mi è capitata l’occasione di commentare una tappa della Coppa del Mondo di Mountain Bike per Red Bull TV. La terza di Cross Country Olimpico (XCO) andata in scena a Leogang, in Austria. Ho fatto il mio debutto al fianco di Marco Aurelio Fontana, un amico e atleta di altissimo livello, che è stato il miglior team mate che potessi desiderare.

Se avete avuto occasione di seguire in diretta la telecronaca delle gare vinte da Loana Lecomte (mannaggia a lei, è così forte che non ci sono parole per descrivere le sue performance in modo adeguato) e Mathias Flückiger o, vi va di darci un’occhiata ora (il replay è disponibile su redbull.com), sono curiosa di sapere come pensate me la sia cavata.

Live donne -> https://win.gs/3zvoM19

Live uomini -> https://win.gs/3gnnNHq

Sono tutta orecchie per consigli e critiche costruttive. Siate buoni, è stata la mia prima telecronaca in assoluto e (penso e spero) ne seguiranno altre per cui voglio migliorare.

A presto.

fabio jakobsen

Bentornato Fabio

Ho conosciuto Fabio Jakobsen nel 2018 in Cina, era un neopro’ promettente di cui mi colpì la parlantina, il sorriso e quel nome che con orgoglio mi aveva rivelato i suoi genitori avevano scelto in memoria di Casartelli. Credo poco e in poche cose, una è che certe sfide capitano a chi ha la forza di affrontarle.

Non lo sa nemmeno lui se riusciremo a vederlo di nuovo a braccia alzate. Il 50% del suo corpo (la testa in particolare) ci crede fortemente, l’altro 50% (il fisico ancora alle prese con riabilitazione e interventi) sa che tornare ad essere il velocista in rampa di lancio che era fino a quel maledetto 5 agosto di un anno fa che gli ha stravolto la vita sarà un’impresa. Una sfida da campione, qual’è tutt’ora.

Il 24enne olandese della Deceuninck Quick Step, protagonista della rovinosa caduta che ha caratterizzato la tappa di apertura del Tour de Pologne, domenica riattaccherà il numero alla schiena al Tour of Turkey dopo 7 mesi che definire difficili è un eufemismo. Oggi l’ho incontrato (virtualmente) per farmi raccontare le sue emozioni in vista del ritorno in gruppo. Su tuttobiciweb.it potete leggere l’intervista. Buona lettura.